BEHAR/BEKHUKOTAY 5781 : 9 LEZIONI

6 Maggio 2021 1 Di HaiimRottas

Questo Shabbàt 8 Maggio 2021, 26 del mese di IYAR 5781 41° giorno dell Omer leggeremo le Parashot di Behar/Bechukkotài. Levitico Lev 25, 1 – 27 ,34

HAFTARÀ 

Italiani: Ez. 34:1,5
Milano/Sefarditi/
Ashkenaziti Ger. 16:19-17:14

Si annuncia Rosch Hodesh

Pirqè Avot 5° capitolo

BEHAR

Levitico 25,1-26,2
Il Sign-re comunica le leggi dell’anno sabbatico a Moshè, sul monte Sinai. Ogni sei anni si dovrà cessare di lavorare la terra e i prodotti saranno a disposizione di chiunque durante il settimo anno.
Dopo sette cicli di sette anni ciascuno, ricorre il giubileo, yovèl, durante il quale non si lavora la terra, gli schiavi vengono liberati e le proprietà ancestrali vendute tornano in possesso dei proprietari originari. La parashà elenca anche le leggi riguardanti la vendita di terreni e le proibizioni contro la frode e l’usura.

BEKHUKOTAY

Levitico 26,3-27,34
Ha-Shem promette che se il popolo di Israele manterrà i suoi comandamenti, potranno godere della prosperità materiale e abitare nella loro patria. Ma Egli fornisce anche un severo monito di esilio, persecuzione e altri mali che si abbatteranno su di loro se abbandoneranno l’alleanza con Lui.
Tuttavia, “Anche quando saranno nel paese dei loro nemici, io non li getterò via, né li avrò mai in odio per distruggere loro e per rompere il mio patto con loro, perché io sono il Sign-re, loro D-o “.
La Parshà si conclude con le norme sul modo di calcolare il valore di diversi tipi di impegni assunti verso D-o, e la mitzvà della decima dei propri prodotti e del bestiame.

Come di consueto, in occasione della news settimanale sulla Torà, abbiamo estratto due brani del prossimo libro, edito da Mamash, “Saggezza Quotidiana” inerenti alla porzione di questa settimana, Behàr/Bekhukotày (Vayikrà, Levitico).
Questi due brani hanno una forte “valenza Messianica”. Come sappiamo oramai siamo alle soglie della redenzione, quindi è bene che noi tutti acquisiamo consapevolezza di questo in modo da riuscire a dare il massimo durante lo “sprint finale”.

Il primo brano ci ricorda quanto lavoro abbiamo fatto, tanto, dai tempi di Adamo ed Eva e dalla creazione dell’uomo e quanto lavoro dobbiamo ancora fare. In particolare, equipara il sesto anno del riposo della terra al sesto millennio (il nostro per intenderci: secondo il calendario ebraico siamo nell’anno 5781 dalla creazione, ovvero alla fine del sesto millennio).
Nell’anno Sabbatico (un ciclo di sette anni) i campi venivano lasciati incolti per un anno intero, dopo averli lavorati per sei anni. Per consentire di fare questo, Hashèm dice che “benedirà” i prodotti del sesto anno, rendendo la terra abbastanza produttiva per il sesto e il settimo anno. Questo per insegnarci che nel sesto anno/millennio Hashèm ci benedirà oltre i nostri meriti per poter giungere al settimo anno/millennio, quello messianico del “riposo” dal lavoro.

Il secondo brano ci insegna un aspetto fondamentale dell’era messianica: la pace e la convivenza pacifica tra gli opposti. Quando ‘il lupo giacerà con l’agnello” in pace. Tuttavia questa pace arriverà non perché non vi saranno più lupi, ma perché non saranno più predatori, ossia il male sarà trasformato in bene, rivelando la sua vera essenza.

Che aggiungere ancora? Mashìakh Now!! Diamoci da fare, ad ognuno il suo…  e buona lettura ovviamente…

LA FORZA PER GIUNGERE ALLA PACE
 Come accennato in precedenza, Hashèm promette di benedire i prodotti del sesto anno, rendendo la terra abbastanza produttiva sia per quell’anno, sia per il seguente anno sabbatico.

La Forza del Debole
[Hashèm istruì a Moshè di dire a Israèl] «Darò la mia benedizione per voi nel sesto anno». (25, 21)

Ci viene insegnato che quando Hashèm nascose la Sua presenza, dopo che Adàm e Khavà mangiarono il frutto dell’Albero della Conoscenza, Egli limitò la durata di questo nascondimento a seimila anni. Sebbene possiamo anticipare il suo avvento, l’era messianica inizierà non più tardi dell’inizio del settimo millennio.
I sei anni, durante i quali è consentito il lavoro agricolo, corrispondono ai sei millenni dello stato attuale di esistenza del mondo. L’anno sabbatico corrisponde al settimo millennio, quando il mondo “riposerà” dal suo stato attuale. Siamo ora nell’ultima parte del sesto millennio, cioè, verso la fine del sesto “anno”.
In questo contesto, sappiamo che la nostra consapevolezza divina e la forza spirituale di questa generazione non possono essere paragonate a quelle delle precedenti. Stando così le cose, potremmo chiederci come può essere che il sesto “anno” – il più debole – sarà quello che genererà il settimo? Come può, la nostra spiritualità relativamente debole inaugurare la redenzione, quando la spiritualità superiore dei nostri (santi) antenati non è stata sufficiente?
Hashèm, per così dire, “replica” che solo grazie ai meriti della nostra semplice fede – espressa nella dedizione alla nostra missione divina, nonostante tutti gli ostacoli e oltre i limiti della logica – aumenterà il “rendimento del sesto anno” e ci porterà la redenzione.

***

Vayikrà 26, 6 – 9
Come parte della ricompensa, per l’osservanza delle Sue regole, Hashèm istruisce Moshè di dire a Israèl che lo proteggerà dalle bestie feroci, rimuovendo questi tipi di animali dalla terra di Israele.

Domare il Selvaggio
[Hashèm istruì a Moshè di dire a Israèl] «Toglierò [le dannose] bestie selvagge dalla terra». (26, 6)

Questa benedizione giungerà alla sua piena realizzazione nell’era messianica, quando “il lupo giacerà con l’agnello”, in pace. In quell’era ci saranno ancora lupi, ma non saranno dei predatori.
Sia per prepararci al futuro messianico, sia per accelerare il suo arrivo, dovremmo cercare di vivere la redenzione da subito come se fossimo nella dimensione della “vita messianica”, nel miglior modo possibile. Pertanto, invece di distruggere gli elementi selvaggi e indomiti di noi stessi e del nostro mondo, dovremmo trasformarli e usarli per il bene.

tratto dal nuovo libro in uscita Saggezza Quotidiana

La nostra parashà ci parla della Shemittà: “Per sei anni pianterai i tuoi campi, poterai i tuoi vigneti e mieterai il raccolto, ma il settimo anno è uno Shabbàt…per la terra”.

 

Qualche anno fa un Rabbino, appena sceso dall’aereo, prende un taxi per recarsi a Gerusalemme.
Il tassista, un giovane ebreo molto loquace e simpatico, parla amabilmente con il Rav, confessandogli di essere un ateo. Tuttavia dopo un po’ di tempo il Rav si accorge che, nonostante quello che l’uomo gli ha appena detto, nel taxi ci sono diverse foto di una persona vestita come un ebreo ortodosso. Quindi incuriosito gli chiede se quella persona fosse un suo famigliare. Il tassista gli risponde che era un suo caro amico, un ex commilitone e gli inizia a raccontare la storia che lo ha portato ad essere un fervente religioso: “Alcuni anni fa, finito il servizio militare, io e il mio amico siamo andati a fare una vacanza avventurosa nella foresta amazzonica. Ad un certo punto ci siamo accampati e il mio amico si allontana per prendere dell’acqua. Passano i minuti e lui non torna! ‘Aspetto, arriverà’, dico tra me, ma il tempo passa e lui non torna. Grido, lo chiamo, ma niente, nessuna risposta. Allora inizio a cercarlo preoccupatissimo. Dopo pochi minuti sento uno strano rumore, una sorta di rantolo dietro ad un albero. Spaventatissimo mi avvicino e a un tratto vedo una scena orribile: il mio amico era avvolto completamente da un enorme serpente che lo stava stritolando. Panico! Non sapevo cosa fare, non avevo niente, nessuna arma o bastone con me! Ad un certo punto preso dalla disperazione chiudo gli occhi e mi butto sul serpente al grido ‘Sheeeeemàààà Israèl…’. Miracolo! Il Serpente lascia la presa e se ne via. Il mio amico è in stato di shock, ma vivo e senza un graffio”. E da quel giorno, dopo questo grande miracolo, ha iniziato a credere in Hashèm ed è andato in una Yeshivà. Insomma ha cambiato completamente la sua vita”.
Allora il Rav commosso e stupito da questa incredibile storia esclama: “Ma dopo aver visto un miracolo coi tuoi occhi, come mai lui sì e tu…ancora ateo… come è possibile?”. Il tassista imperturbabile risponde: “Ma come, il miracolo ha salvato la sua vita, mica la mia…” .

 

Questa settimana leggiamo la parashà di Bekhukotày (unita a quella di Behàr), nella quale capiremo che, nonostante beneficiamo del libero arbitrio, dobbiamo sempre ricordare che la nostra vita, le nostre azioni e ogni attimo della nostra giornata sono strettamente legati alla volontà di Hashèm.
È vero che in Bekhukotày sono molti gli avvertimenti che ci vengono dati con grande nettezza dal Cielo che potrebbero anche spaventarci. Tuttavia dovremmo ricordarci che questa parashà chiude il libro di Vayikrà e dobbiamo essere consapevoli che abbiamo già avuto molti strumenti dai precedenti tre libri della Torà per non cadere in errore.
(continua sotto)
Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat Shalom

Rav Shlomo Bekhor

Perchè Hashem ci comanda di fare uno sforzo extra in modo che la terra si possa riposare per un anno? Un giorno di riposo alla settimana, lo Shabbàt, non è sufficiente?
Lo Shabbàt e la Shemittà sembrano simili. Entrambi hanno in comune il “fermarsi” e il “riposarsi”. Durante la Shemittà e lo Shabbàt fermiamo il nostro piano ordinario di lavoro.
Quando un ebreo ferma il suo lavoro di Shabbàt, passa il suo tempo a pregare, studiare, cantare, mangiare e pensare al perché Hashem ha mandato la sua anima in basso in questo mondo. Poiché in settimana siamo molto occupati con il lavoro, lo Shabbàt ci dà tempo extra per riflettere su cose diverse: Think Different. Ma quando Shabbàt finisce, siamo di nuovo occupati con le nostre attività quotidiane. Perciò Hashem ci dà un anno intero nel quale non lavoriamo, spendiamo più tempo per la nostra famiglia, per la nostra anima e per lo studio della Torà, e per pensare alla missione che dobbiamo compiere in questo mondo.

Riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.
Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

BEHAR 5771 – SUPERNATURALE NEL NATURALE
Anno Sabbatico: precetto e simbolo centrale!

BEHAR 5770 – COME PUO’ UNA SINGOLA LETTERA DELLA TORA NARRARE 5000 ANNI DI STORIA?
Basandoci su una lettera nella parashà di Behar scopriremo una chiava di lettura che risponderà a tante domande storiche!

BEHAR 5768 – IL VALORE DEL BAAL TESHUVA
Tutti i precetti con i dettagli sono stati dati sul Sinai!

BEHAR 5765 – COME USCIRE DA UN PERIODO DI RECESSIONE!
La santità dell’anno sabbatico e il valore del giubileo ebraico.

BEKHUKOTAY 5771 – MANGIARE DURANTE IL LAVORO!
Il dovere della ricompensa allo schiavo, lavoratore e socio in questo mondo e non solo nel mondo futuro.

BEKHUKKOTAI 5765 – DALLE BENEDIZIONI ALLE MALEDIZIONI!
Quando le maledizioni NON sono altro che benedizioni a livello più alto!

LAG BA’OMER – SEGRETO DELL’ARCO E DELLE FRECCE !
Arcobaleno: POSITIVO o NEGATIVO?

SEFIRAT HAOMER 5768 – L’IMPORTANZA DELLA MITZVOT DELL’OMER!
Una lezione dedicata alla mitzvà del conteggio dell’Omer.

VAYETZE 5772: PERCHE’ IL GAL (MURETTO) DI YAAKOV ALLUDE A LAG BAOMER?
Riflettendo sul significato spirituale dei vent’anni di pascolo di Ya’akov, capiremo come trovare il giusto equilibrio interiore nella nostra vita.